La protagonista di questa nuova storia, Elisa Tibussi, ci porta a riscoprire il rapporto tra corpo e mente attraverso un concetto di Resilienza che è quello della forza mentale. Perché l’immaginazione ha un potere enorme: superare i limiti e gli scogli che la vita ci pone nel nostro cammino.
Spezzandoci fuori nel corpo, ma mai nell’anima e nel sentimento di chi ama la vita e vuole viverla al meglio che può.
Spezzata in due è il titolo del brano scritto e interpretato da Elisa che ci tiene a precisare non è una cantante ma grazie alla sua sensibilità dà vita ad un testo schietto e sincero. Dal titolo potrebbe sembrare un pezzo pessimista ma è la rappresentazione realistica di chi guarda al futuro.
Elisa Tibussi fin da piccola ha dovuto affrontare limiti corporei nei movimenti e sottoporsi a cure mediche costanti.
Lei però non ha mai smesso di sognare e di danzare: un desiderio che ogni giorno la porta a trovare soluzioni alternative e far muovere il suo corpo a tempo di musica.
“Credo sia importante condividere la mia storia con il vostro pubblico perché ogni persona, con la propria esperienza, i propri sogni e hobby possa donare un po’ di leggerezza e speranza affrontando la realtà senza timori o vergogna. Credo si debba vivere il più possibile con quello che possiamo e perché no creare anche un “piccolo mondo nostro” se quello esterno non è pronto ad accoglierci e capirci”.
La danza come forma di resistenza alle intemperie: obiettivo e cura per una nuova normalità in cui ogni giorno è nuova possibilità.
LEGGI L’INTERVISTA a cura di Federico Feliziani
Elisa benvenuta nella nostra community: ci racconta la sua Storia?
Sin da bambina ho dovuto affrontare diversi problemi di salute: interventi, ricoveri, esami senza arrivare ad una diagnosi.
Ho avuto anche un brutto incidente stradale a 19 anni e gli esiti purtroppo mi hanno portato ad avere una caviglia alla quale avrei dovuto bloccare l’articolazione. Ma ho deciso di continuare a danzare malgrado non avessi più le condizioni adatte per farlo: ho adattato il mio corpo.
Ho poi subito un intervento cervicale al quale sono susseguiti altri eventi che avrebbero potuto “bloccarmi”, ma in qualche modo il mio corpo è riuscito a trovare un’alternativa. Posso dire di aver vissuto una prima parte di vita e ora devo sopravvivere con un’altra vita e trovare il modo di renderla “il più normale possibile per ciò che il mio corpo mi permette”.
Quali emozioni le dà l’attività artistica in generale (dalla danza alla musica) e quanto incide nella qualità di vita delle sue giornate?
L’attività artistica mi dà modo di poter esprimere le emozioni, mi riporta a quel “sogno” che mi accompagnava da bambina e mi riporta in un “mondo fantastico”. Mi piace creare, dare e ricevere per arrivare a toccare quei sentimenti che a volte dimentichiamo. L’arte mi ha sempre “salvata” e dato forza di guardare oltre il “buio”.
Ha una piccola ricetta della felicità che vorrebbe suggerire a chi sta attraversando un momento difficile della sua vita?
I problemi quotidiani sono tanti e non nascondo che non sia semplice gestirli. Quello che posso e mi sento di suggerire è di non lasciare mai che altre persone decidano per noi; di vivere ogni secondo, di ascoltare il proprio corpo e la propria mente e di cercare dentro di noi cosa ci può dare serenità e se possibile anche felicità, anche se questo dovesse comportare il giudizio altrui. Importante anche tornare un po’ bambini, tenerci stretti i ricordi che ci riportano a delle emozioni positive: emozioni che quando si hanno alcune malattie si tende ad allontanare o dimenticare.
Per Elisa resilienza è essere se stessi con tutti i propri limiti, senza indossare maschere per piacere agli altri. Resilienza significa allontanare la paura che il futuro possa essere già in qualche modo scritto in senso negativo. Con la fantasia possiamo essere chi vogliamo e volare in alto.
Ringraziamo Elisa per averci fatto “entrare” in punta di piedi proprio come una ballerina nella sua vita donandoci una sfumatura in chiaroscuro che dona a chi la incontra speranza e bellezza.
